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ALL ABOUT: Taishan, una delle Cinque Montagne Sacre della Cina

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Taishan, una delle Montagne Sacre

Come la visita a Hengshan, anche la scalata a Taishan, una delle Montagne Sacre, non era prevista. Il bello del viaggio è anche poter cambiare itinerario quando si scopre che si è così vicini a luoghi che hai sentito raccontare solo nei libri.

Taishan è la più sacra delle Cinque Montagne Sacre della Cina e meta di pellegrinaggi di molti cinesi, i quali hanno un desiderio da far avverare.

Molti scalano il monte per più di due ore per chiedere proprio che il loro desiderio si avveri, altri la prendono solo come gita domenicale. È anche meta per il camping, molti dormono sulla montagna per poter vedere l’alba il giorno dopo.

Il patto è chiaro: per chi esprime un desiderio e questo si avvera, deve tornare alla vetta del monte Tai per rendere grazie. (Non so se la funicolare che facilita la scalata in questo caso sia permessa).

Il viaggio verso il monte Tai

Mi trovavo a Jinan, capitale della provincia dello Shandong, una città moderna e uguale a tutte le altre grandi città cinesi.

Appena arrivata in ostello, osservando la mappa, scopro di essere solo a un’ora di treno lento dal monte Tai. Ho deciso cosa fare il giorno dopo.

Sveglia all’alba, visto che il viaggio è abbastanza lungo e la giornata è breve. In stazione trovo un caos pazzesco, anche se sono solo le 6.45 del mattino. Coda interminabile per il biglietto, treno vecchio e cigolante (quelli lenti sono così), un bus che si fa aspettare e finalmente sono all’entrata del monte Tai.

Come in tutte le attrazioni turistiche, bisogna pagare il biglietto (scorri in basso se vuoi sapere più nel dettaglio prezzi e mezzi di trasporto).

La camminata nel bosco

Tutto molto ‘costruito’

Il percorso consiste in una gradinata in salita dalla durata di più di due ore per una strada larga tre metri. Bancarelle cariche di frutta, piadine cinesi e cianfrusaglie sono ogni 100 metri. Vi sono dei templi lungo il percorso, tuttavia l’impressione che mi hanno lasciato è di ‘costruito’.

Per i più pigri hanno allestito la funicolare, che si può prendere all’inizio oppure a metà del percorso.

Il monte Tai oggi è fatto apposta per turisti incapaci di pianificare un viaggio in autonomia o stranieri capricciosi desiderosi di vedere qualcosa di completamente ricostruito negli anni ‘80.

La massa di turisti al monte Tai

Ciò che mi ricordo di più di quella giornata è l’afflusso di persone. Non ne ho mai viste tante tutte insieme scalare una montagna.

Mentre scalavo in coda (come se stessimo al supermercato), pensavo alla libertà e alla tranquillità che si respira nei sentieri di montagna in Italia.

Il monte Tai nel caos dei venditori ambulanti e dei bambini urlanti, non sembra più un luogo di pace. Ricordo a me stessa che sono in Cina, luogo in cui la popolazione supera il miliardo, e sono in uno dei luoghi più famosi della storia cinese.

Il socialismo di Mao non ha potuto cancellare il ricordo del luogo considerato il centro del taoismo, ma la sua potenza spirituale sì (purtroppo).

Spintoni, gente che corre e urla per raggiungere la bancarella dell’anguria, gente che litiga in quel posto in cui, se regnasse la pace, sarebbe uno dei luoghi più belli al mondo.

La vetta sembra non finire mai: superata la Porta del Cielo Sud, si prosegue con un’altra successione di templi e ristoranti, la Tian Jie.

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La porta del cielo sud

Ciò che vedo sono solo persone. Nemmeno il minimo spazio è libero per ammirare il panorama in solitudine.

Perché vale la pena visitare il monte Tai

Lungo il tragitto ciò che mi ha lasciato più di stucco sono i facchini capaci di trasportare pesanti ceste piene di cibo e acqua da portare alle bancarelle. I soliti contrasti della Cina, la quale tuttora pecca di modernità e tecnologia in province isolate, anche dove il settore turistico è ben radicato.

In un periodo dell’anno diverso forse la quantità di turisti è inferiore e si può godere maggiormente del paesaggio e della camminata; entrambi meritano.

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il Paesaggio

Inoltre, solo per l’importanza storica, una visita al monte è d’obbligo, specie se la notte si campeggia e il cielo libero da nubi permette di ammirare l’alba.

I caratteri dipinti sulla roccia rendono uniche queste montagne. Ad esempio, ci sono poemi scritti in epoca Qing oppure rocce dalla forma singolare a cui è stato attribuito un nome, frutto della fantasia degli esponenti dell’ultima dinastia cinese.

Ultima riflessione: questa scalata è stata più affollata, più caotica e più impegnativa della prima al monte Heng, in compenso è stato un ottimo allenamento per gambe e glutei.

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Come raggiungere il monte Tai?

  • Da Jinan Station prendere il treno per Taishan: 12.5 Renminbi – 1 ora (il treno ad alta velocità costa un po’ di più e si ferma in altre stazioni limitrofi, attento al nome della destinazione!)
  • Dalla stazione di Taishan chiedere per la fermata del bus numero 3 per Hongmen (punto di partenza per la scalata). La pensilina del bus non si trova all’uscita della stazione, ma in una via parallela. Se ti sembra complicato, hai sempre l’opzione del taxi. Stesso tragitto per il ritorno
  • Prezzo entrata: 115 Renminbi – percorso di 6 ore minimo totali

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