COME TI RIVEDI LA PRIMA VOLTA ALL’ESTERO?

Un biglietto aereo nella mano sinistra e una valigia da colmare di ricordi in quella destra.

Destinazione: Shanghai

Era l’estate del 2016 e l’adrenalina, quando ho messo piede su quell’aereo, era percepibile. Decollo, dopo più di 10 ore l’atterraggio ed ero dall’altra parte del mondo.

Mi sembrava così lontana ed irraggiungibile, e invece eccola lì davanti ai miei occhi: la Cina. Potevo camminare sul territorio della Repubblica Popolare Cinese, potevo finalmente mettermi alla prova parlando con i locali sfoderando il mio cinese (che all’ora era pessimo), potevo assaggiare le prelibatezze cinesi e respirare l’aria esotica dell’Asia.

Andare in Cina era il mio sogno e finalmente potevo toccare con mano ciò che per tanto tempo avevo studiato sui libri.

La sensazione di spaesamento

Quando ti trovi in un luogo tanto diverso da quello che hai sempre chiamato casa, la prima volta ti senti spaesato e tutto ti scivola addosso. In certi casi non riesci a reagire. Sei rapito da quello che ti circonda e assorbi come una spugna ogni informazione, parola o dettaglio che ti colpisce.

La Cina, agli occhi di una ventiduenne che ancora deve fare esperienza del mondo, appare affascinante e caotica allo stesso tempo. Sei trasportato dalla corrente, dal ritmo frenetico di una città che non dorme mai.

La prima volta all’estero ti senti sempre frastornato, e così mi sentivo io. Ero in Cina, ma non potevo realizzarlo al cento per cento. Ero come in una bolla, come se vivessi in un mondo parallelo.

Come mi rivedo la prima volta in Cina?

Ecco come mi rivedo la prima volta in Cina: a perdermi per strade della città, in un ristorante tipico di ravioli cinesi, in un taxi con l’autista che sbraita e sputacchia fuori dal finestrino, in un negozietto del centro a cercare di contrattare il prezzo di un souvenir, in Università ad ascoltare le insegnanti spiegare la grammatica cinese, in centro a passeggiare tra edifici altissimi e tutto d’un tratto trovarsi tra case diroccate, ma ancora abitate, in un tempio a respirare l’incenso e ascoltare le preghiere dei monaci…

Da quella prima volta la Cina mi è entrata nel cuore con i suoi difetti e pregi.

E come mi vedo oggi?

Quando ti metti a riflettere su ciò che hai visto e vissuto sulla tua pelle, allora rimetti insieme il puzzle e inizi a capire cosa significa la diversità e quanto arricchente possa essere.

È un processo lento, capace di essere apprezzato quando si sperimenta per la prima volta il contatto con una cultura diversa e ci si interroga, curiosi, di scoprire l’Altro.

Oggi le emozioni sono un po’ cambiate. Ora tutto fa parte della quotidianità. Quella sensazione di spaesamento per cui non riesci a reagire alle situazioni si è, col tempo, placata.

Ora tutto appare limpido e chiaro: sensazione che si manifesta quando hai acquisito una profonda conoscenza di una determinata cultura.

Tuttavia c’è sempre da imparare. Sono curiosa di sapere quale sarà il prossimo step.

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E tu, hai già sperimentato la diversità vivendo per un certo periodo all’estero? Fammi sapere nei commenti.

Ti ricordo che, se hai intenzione di vivere un’esperienza in Cina, puoi prima consultare gratuitamente Cinese in Pillole: la mia guida gratuita per sopravvivere in Cina.

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