Vita da Expat e Storytelling di Viaggio

La Porta Proibita di Tiziano Terzani: un consiglio di lettura

la porta proibita

Un consiglio di lettura a chi ancora deve scoprire la Cina, ma anche a chi già conosce la Cina.

Non è un libro nuovo, ma è sempre attuale. La prima uscita risale al 1984.

Sto parlando de La porta proibita” di Tiziano Terzani, famoso giornalista e scrittore, il quale ha raccontato le sue personali esperienze e riflessioni da corrispondente in Asia, quando ancora questo continente era poco conosciuto.

Per molti la Cina ha ancora un’aura di mistero e lo si evince dalle fake news ed errori imperdonabili (ad esempio dove si trova Pechino sulla mappa geografica) dei giornali e giornalisti.

Leggendo questo libro si sfatano molti miti e si scopre un lato della Cina oggi sepolto dal Partito Comunista Cinese stesso.

Lo consiglio a chi è appassionato di Cina o si sta recando in questo Paese per la prima volta. Leggilo oppure rileggilo; una seconda revisione permette di cogliere dei dettagli, forse sfuggiti in una prima rapida lettura.

la porta proibita

L’autore

I libri di Terzani sono anche libri di Storia, narrata attraverso gli occhi di un giornalista curioso, giusto e sempre pronto a difendere e diffondere la verità.

Credo che Tiziano Terzani sia il mito di molti. Leggendo i suoi libri non solo si ripercorre la sua vita, ma si viene a conoscenza anche di verità storiche, di ciò che è stato realmente, perché lui in prima persona era là, ad affrontare le difficoltà, magari con timore, ma sempre con il rispetto di quella razza che accomuna tutti, quella umana.

Ciò che descrive Terzani degli anni ’80, oggi non si trova più in Cina (per fortuna direi), ma le sue riflessioni sono estremamente attuali.

“La porta proibita” racconta la Storia di molte regioni della Cina, un Paese visitato quasi per intero dal “giornalista straniero” in cerca della verità. Per capire il socialismo di Mao Zedong, Terzani si è spinto fino ai confini estremi del Paese e ha visitato il cuore della Cina.

Dopo aver raccolto informazioni sufficienti è stato in grado di elaborare la sua opinione sul comunismo.

“La porta proibita” è un’avventura incredibile di un uomo che ha sfidato lo Stato con le sue parole; è un saggio sulla Cina analizzata negli anni dall’introduzione del comunismo (1949) fino agli anni ’80 del secolo scorso; è una poesia amara di chi nutre una forte passione per la Cina.

Il libro

 “La porta proibita” è presente in molte librerie private nelle sue più svariate edizioni. Alcuni l’avranno visto nelle biblioteche sparse per l’Italia o il mondo. Alcuni l’avranno letto anni fa e oggi hanno i ricordi sbiaditi.

Migliaia di libri sono stati scritti sulla storia cinese, ma forse quello di Terzani è il più coinvolgente, più crudo, più vero. Coinvolgente perché la narrazione non è sterile, ma vissuta in prima persona. Crudo perché le riflessioni taglienti, anche se elaborate decenni fa, permettono di capire la Cina di oggi. Vero perché è un diario di viaggio dettagliato e preciso.

Ciò che più colpisce sono le descrizioni delle azioni svolte durante gli anni in cui Mao Zedong era il Presidente: per creare una Cina nuova, i comunisti hanno interpretato, a volte fin troppo alla lettera, le parole del Presidente Mao ed hanno distrutto tutto ciò che potesse rappresentare il vecchio impero. Palazzi, opere di artigianato, templi, luoghi di culto, statuette di Buddha, le mura che un tempo circondavano Pechino… tutto ha avuto la stessa sorte: l’annientamento.

Quando, dopo la morte di Mao, ci si è accorti del potenziale che la Cina poteva assumere, tutto è stato ricostruito e le azioni giustificate come un ‘errore’.

Pensare di visitare oggi opere, palazzi e templi completamente ricostruiti è triste. Per sopravvivere fino ad oggi avrebbero necessitato di restauri, certo, ma non di una costruzione da zero.

Qualcosa, ma non troppo, è stato nascosto e quindi salvato da chi credeva fermamente nella ‘vecchia Cina imperiale’.

La cosa che più fa rabbrividire è che oggi non si parla di queste distruzioni.

La denuncia dell’autore

Il risultato di ciò che si vede nella Cina odierna di Xi Jinping inizia nel 1949, con la nascita del comunismo di Mao.

Il libro è lo specchio di una società intera, per molti aspetti ancora basata sugli ideali del primo comunismo.

La situazione è cambiata nei decenni per stranieri e viaggiatori, ma non per i cinesi stessi. Lo Stato infatti incentiva gli studenti stranieri a studiare in Cina, a conoscere la cultura cinese, ma al contrario i cinesi che possiedono un passaporto sono solo il 6% (secondo le statistiche si tratta di un valore che tenderà ad aumentare fortunatamente).

Cambiare un governo, non equivale a cambiare una società.

Alla popolazione serve continuità e Deng Xiaoping, successore di Mao Zedong, l’aveva capito.

Il finale del libro è una denuncia dietro le righe: la Cina odierna è la conseguenza di Verità che vogliono essere sepolte a favore dell’ignoranza (intesa come ‘il non sapere’) del popolo.  

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