ALL ABOUT: Cosa vedere a Datong, i Templi Sospesi

Vale la pena visitare i Templi Sospesi?

I Templi Sospesi (Hanging Temples 悬空寺) sono uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai visto in Cina, nonostante la massa di turisti e le ingegnose operazioni di restauro dopo l’era di Mao Zedong.

Sono costruiti con una tecnica particolare ad incastro (in cinese Sunmao 榫卯) ed hanno alle loro spalle la roccia che fa da supporto. Solo per questo “dettaglio” vale la pena osservarli da vicino.

Se ti trovi a Datong oltre alle Grotte di Yungang (per leggere l’articolo clicca qui), ti consiglio anche di visitare anche i Templi Sospesi.

L’ultimo spazio dell’articolo è dedicato alla logistica: se ti interessa sapere come raggiungere i Templi Sospesi da Datong scorri verso il basso!

Se invece vuoi seguire la mia avventura, continua a leggere

La parete rocciosa

Il viaggio verso i Templi Sospesi

Ormai sai che il mio stile di viaggio è low cost, il che vuol dire prendere i mezzi pubblici e viaggiare anche non troppo comodi.

Il viaggio dal centro di Datong ai Templi Sospesi è stato in bus. Da una stazione anonima all’angolo della strada, con la mia colazione al sacco comprata dal vecchietto che dirige un carretto mobile, acquisto il biglietto e attendo il bus.

Dopo circa un’ora e trenta di viaggio, chi è diretto ai Templi viene bruscamente (i cinesi a volte sono un po’ maneschi) scaricato dal bus e caricato su un taxi, il quale è compreso nel costo del biglietto. L’autista mi ripete più volte di non dare soldi al tassista, scandendo in cinese ogni carattere e utilizzando gesti. È inutile dirgli che parlo la sua lingua.

Sono finita in taxi con due sconosciuti, entrambi cinesi, e iniziamo a fare conversazione. Il tassista si rivela molto cortese e ci dà delle dritte su come comportarci. Già ci avverte: è tardi, è il periodo estivo e i turisti sono tanti. Sono le 10 di mattina del 17 agosto 2019.

Dopo 20 minuti di taxi raggiungiamo il luogo. La coda è molto lunga: bisogna attendere almeno due ore. Questo è il momento in cui i tassisti ti perseguitano dandoti delle alternative.

Cambio di programma

Non lontano vi è un monte Hengshan 恒山, una delle quattro montagne sacre della Cina. Si può prima compiere un’escursione sulla montagna dalla durata di circa 3 ore, e poi tornare ai Templi nel primo pomeriggio; sicuramente il serpente di persone ansiose di salire su quell’opera più unica che rara si sarà ridotta.

Così si è presentato il primo tassista della giornata in cerca di prede e denaro. Per portarci fino al punto in cui comincia il sentiero, ci chiede una follia.

Parlo al plurale perché un simpatico cinesino vuole trascorrere la giornata con me e visto che anche io sono sola, accetto.

Viaggiare da soli è bello, ma a volte condividere le spese con qualcuno fa comodo.

Non riusciamo ad abbassare di troppo il prezzo iniziale, il tassista è irremovibile ed un esperto in materia di fregature (100 Renminbi andata e ritorno a testa. Siamo riusciti solo ad abbassare a 90).

Cediamo e ci porta fino al punto in cui inizia il sentiero guidato per raggiungere la cima della montagna. Il tragitto in macchina dura 20 minuti al massimo e sono sempre più convinta che sia stata una fregatura.

Parlerò delle montagne sacre nel prossimo articolo, quindi non te lo perdere!

La realtà dei luoghi turistici in Cina

Voliamo nel futuro e terminata la camminata, lo stesso tassista (che ci ha aspettato) ci riporta ai Templi Sospesi.

La situazione non è cambiata: una coda interminabile si vede già dalla biglietteria. Sono le due di pomeriggio, per fortuna che i turisti diminuivano con il passare delle ore.

Io voglio comunque entrare, anche da lontano i templi e il paesaggio sono impressionanti. La montagna di rocce grigie, qua e là qualche cespuglio verde, il rumore del fiume che quasi sovrasta quello della folla in attesa. Se si alza la testa la struttura dei templi appare forte e salda.

Il mio nuovo amico cinese mi segue e così ci attende una lunga ed interminabile coda di turisti accaniti pronti a sgomitare all’ingresso.

Dopo più di due ore, non ci credo ancora, ma passiamo il tornello dell’entrata.

Data la quantità di turisti e lo spazio ristretto, si è in coda anche quando si è messo piede sui templi. Si compie un percorso “a serpente”: prima si attraversa la parte inferiore, poi si passa a quella superiore per mezzo di scale molto piccole e strette.

Una sensazione surreale

Anche con la folla urlante, i turisti distratti che passano sopra travi di legno di anni e anni di storia senza troppa attenzione, io riesco ad estraniarmi.

I Templi trasmettono un’energia capace di scindere la realtà materiale dallo spirito.

Davanti a me vedo persone in jeans e maglietta, ma immagino i monaci taoisti che, arroccati su questi Templi, un tempo conducevano una vita di privazioni meditando sul senso della vita.

Vi è un momento in cui mi ritrovo da sola accanto ad una sala di preghiera, e forse per la bellezza del luogo e l’energia che emanano i templi, mi inginocchio davanti ad una delle figure del Buddhismo (non saprei dire quale), e compio i gesti che ho visto ripetere molte volte in altri templi.

È una sensazione surreale: in una piccolissima saletta decorata con statue e frutta per le offerte, la musica tibetana e il panorama roccioso all’esterno, mi sento sospesa, come i templi.

Mi prendo del momento per me. Ora che mi sono sciolta dalla coda di turisti, voglio concedermi il privilegio di godere ancora qualche istante della vista sia di quella stanza che mi ispira fiducia, sia delle montagne alle mie spalle.

La vista

Sotto di me, i turisti aspettano ansiosi. Riprendo il percorso a passo lento.

Passo per altre sale di preghiera, tutte finemente decorate e mi soffermo su ogni dettaglio: dall’incisione di statuette di pietra, ai colori e ai disegni che decorano le travi.

I dettagli

Come se la Rivoluzione Culturale degli anni ’60 del secolo scorso non avesse nemmeno sfiorato questo luogo carico di energia. Chi conosce la storia cinese invece sa che la maggior parte dei templi di tutta la Cina è stata ricostruita pochi decenni fa.

Pur conoscendo le dinamiche della storia, sento che la potenza dei Templi non è stata annullata.

Mentre mi allontano, non riesco a fare a meno di voltarmi, come se i Templi fossero una calamita per la mia anima, restia a lasciare il luogo dove ha percepito la serenità.

Un’altra esperienza unica e irripetibile. Un altro giorno di gratitudine. Devo dire grazie per l’esperienza vissuta e la possibilità di aver potuto visitare questo luogo ricco di storia e religiosità.

Tiziano Terzani aveva descritto i Templi in modo più cinico, con il classico stile da giornalista; ma questo non si può chiedere ad una sognatrice.

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Come raggiungere i Templi Sospesi?

Passiamo ora alla pratica e abbandoniamo le sensazioni.

Grazie all’aiuto di Maps.me ho individuato la stazione di partenza del bus dalla città di Datong.

  • Nome della stazione: dongguan keyun zhan 东关客运站, bus numero 18 per hunyuan 浑源. Il biglietto si paga alla biglietteria al costo di 20 Renminbi (bus e taxi compresi). Importante è conservare il biglietto da mostrare al tassista. Frequenza del bus ogni 15/20 minuti. Arrivare in stazione la mattina presto (7 am)
  • Entrata per i Templi Sospesi: 115 Renminbi, accettano solo contanti!
  • Ritorno alla città di Datong: taxi, 50 Renminbi (per assurdo è costato meno il ritorno in città del tragitto fino alla montagna, logiche cinesi inspiegabili)

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