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La Grande Muraglia Cinese non restaurata, Jiankou

grande muraglia cinese non restaurata

Vuoi vivere un’esperienza incredibile sentendoti come all’epoca delle invasioni mongole in Cina? Allora devi visitare la sezione di Jiankou, la Grande Muraglia Cinese non restaurata.

Come raggiungere la Grande Muraglia Cinese in autonomia?

Se non vuoi spendere denaro extra per acquistare un tour diretto alla Grande Muraglia Cinese, esiste anche l’opzione di viaggiare in bus.

Ecco il percorso:

a Dongzhimen, una fermata della metro, prendere l’uscita C verso la stazione dei bus. Prendere il bus 916 (20 yuan, 3 euro circa) e scendere a Beidajie.

Il tragitto dura un’ora circa e ti consiglio di essere in stazione prima delle 6 di mattina. Il primo bus parte alle 5:50 am: è un ottimo orario per raggiungere la Muraglia in mattinata.

Quando scendi a Beidajie, prendi un taxi per accelerare i tempi oppure i bus di linea H23 o H24. Conta che il tempo impiegato in taxi è di 20-30 minuti, mentre in bus suppongo il doppio.

A questo punto si possono raggiungere due sezioni della Muraglia: Mutianyu, la parte restaurata (molto turistica) oppure, dove mi sono diretta io, Jiankou. Per la prima, il taxi costerà 70 yuan a macchina, mentre per la seconda 100 yuan. Se sei bravo a contrattare, il prezzo può scendere.

Jiankou, la parte non restaurata della Grande Muraglia

Devo ammettere che il mio taxista ha visto in me uno spirito di avventura così mi ha portato nella parte più remota di Jiankou (senza che io glielo chiedessi). Da quello che ho capito, incontrando altre persone durante il mio percorso, ci sono vari sentieri che portano alla Muraglia non ristrutturata. Sta al buon senso del taxista portarti dalla parte “giusta”.

Jiankou infatti si divide in due: una parte, quella più vicino a Mutianyu, non è restaurata ma è facilmente percorribile; mentre l’altra parte, più lontana da Mutianyu, è completamente distrutta. Il mio simpatico autista mi ha portato proprio in quest’ultima.

Durante il percorso, ci sono segni del passaggio dell’uomo: corde, frecce che indicano la direzione… tuttavia devo ammettere che è stato faticoso, e ho avuto anche un po’ paura in certi punti. Ero sola e per ore ho camminato da sola, senza incontrare anima viva. La cosa che mi ha permesso di andare avanti è stata la speranza di incontrare qualcuno che mi dicesse che ero vicina alla meta.

grande muraglia cinese non restaurata
Jiankou

La salita verso la Grande Muraglia

Ma partiamo dall’inizio.

Quando l’autista mi scarica dal taxi, mi dice che a destra posso prendere il sentiero più lungo per raggiungere la Muraglia, a sinistra quello più breve. Io ovviamente scelgo il secondo. E alla faccia del breve: ho camminato due ore per un sentiero in salita tra i boschi prima di raggiungere le pietre della Grande Muraglia Cinese.

Il sentiero era tracciato con fili rossi oppure bottiglie di plastica appesi agli alberi. Vi erano anche molte cartacce per terra. Ho chiesto scusa all’ambiente per questo gesto di inciviltà, anche se devo dire che mi dava una speranza: non ero l’unica ad essere passata di lì, anche se probabilmente sarei stata l’unica della giornata. Durante le due lunghe ore in salita non ho incontrato esseri viventi, se non enormi scarafaggi volanti i quali producevano un rumore secco con il fruscio delle ali.

Arrivo sulla Grande Muraglia Cinese.

Sono molto emozionata, per essere arrivata innanzitutto, ma anche perché davanti a me lo scenario è incredibile: pietre cadute, rovesciate, rotte, crepate… ammassi di sassi lungo quelli che erano un tempo i gradini. Solo pietre e natura. Un serpente di Grande Muraglia Cinese rovinato, vecchio, non curato…

Il percorso a tratti è interrotto, ciò che lo costituiva non esiste più, bisogna circondare il muro e passare per un sentiero esterno. Per fortuna il tutto è segnato: qualche pazzo è già passato di qui.

Inizia la mia camminata verso Mutianyu.

Per altre due ore scalo le rocce ripetendomi che non ho paura, che andrà tutto bene. Sono completamente sola, nemmeno gli scarafaggi mi fanno più compagnia. A volte mi fermo ad ammirare dove sono: questo vuol dire quando si dice ‘uscire dalla comfort zone‘? Forse ho un po’ esagerato, e rido. Meglio ridere in queste situazioni, aiuta a sconfiggere la paura.

grande muraglia cinese non restaurata
Le rocce da scalare

È una giornata di nebbia, il che rende il paesaggio ancora più lugubre, ma da un lato ancora più affascinante.

Sulla Grande Muraglia Cinese, Jiankou

Dopo una cordata, intravedo una coppia di anziani cinesi che viene verso di me! Grido di gioia. Ci scambiamo qualche battuta e mi dicono che una parte poco più avanti è facilmente percorribile, mentre io li avverto che la parte che stanno affrontando non lo è per niente. Proseguono ugualmente, mentre io sono felice che sto per raggiungere un percorso più fattibile.

Infatti, dopo poche centinaia di metri ecco che “magicamente” ammassi di pietre enormi che invadono il sentiero scompaiono, e scompaiono le cordate, le salite ripide e le discese scoscese.

Il percorso si fa più morbido, leggero, anche se l’autenticità rimane intatta. Le erbacce crescono lungo il sentiero, le torrette sono per lo più distrutte ma non pericolanti, le rocce erose dal tempo… sembra di essere catapultati all’epoca delle invasioni mongole in Cina.

Intorno a me la natura incolta, non domata dall’uomo.

Finalmente incontro delle persone che sbucano da un sentiero e si immettono sulla Grande Muraglia. E questi da dove sono arrivati? Qui capisco che ci sono più sentieri che raggiungono la Muraglia.

Quelle persone sono un gruppo di italiane in vacanza: non avrei mai immaginato che in luogo così remoto e inospitale avrei incontrato delle mie connazionali.

Loro hanno una guida ingaggiata nella città di Pechino, sono arrivate con un tour, ma particolare! Non avevo mai sentito di agenzie che portassero a Jiankou, una parte teoricamente illegale da percorrere.

grande muraglia cinese non restaurata
Jiankou

Siamo a circa trenta minuti di camminata da Mutianyu, il sentiero è ben segnalato e dopo una breve pausa per capire che ce l’ho fatta (ho sconfitto le mie paure!), riprendo il percorso.

La discesa e il ritorno

Lo scenario davanti a me è in forte contrasto con quello dell’intera mattinata: una massa disordinata di turisti si accalca sul muro che separa la zona legale della Grande Muraglia Cinese, da quella illegale. Molti scavalcano per assaporare un po’ libertà.

Visto che non ho pagato il biglietto di ingresso, non posso uscire dalla “parte legale” ovvero Mutianyu.

Ho un istinto infallibile certe volte, e questa è stata una di quelle. Dove il muro separa le due Muraglie, quella restaurata da quella non, ho intravisto un sentiero in discesa tra gli alberi. Questo viene usato per chi commercia souvenirs sulla Grande Muraglia, infatti è un sentiero battuto, pulito e facilmente percorribile. Lo prendo.

Mi allontano dalla Grande Muraglia sempre più, scendo fino ad arrivare ad un paesino semi-deserto: poche case, poche persone, ma che location fantastica per raggiungere una delle Sette Meraviglie del Mondo!

Il ritorno è facile. Per tornare a Beidajie (dove si effettua il cambio per la capitale) bisogna seguire la strada asfaltata finché non si incontra la fermata che indichi il passaggio dei bus H23 o H24.

Mentre sono sui bus di ritorno, ripenso alla giornata appena vissuta. È stato difficile e anche rischioso, devo ammetterlo, ma con estrema prudenza penso che sia un percorso che mette alla prova gli avventurieri!

Magari non andarci in solitaria, ecco il mio consiglio.

Da parte mia, non avrei mai pensato di superare certi ostacoli da sola, ma ce l’ho fatta. Ecco la bellezza del viaggio: superare i tuoi limiti.

Se vuoi leggere di un’altra esperienza indimenticabile sulla Grande Muraglia clicca qui.

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