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CORONAVIRUS, è davvero così pericoloso? Come la fiducia può salvarci

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Il mondo non parla d’altro: il nuovo Coronavirus, scientificamente chiamato Covid-19, ha scalzato qualsiasi altra notizia, diventando la preoccupazione maggiore soprattutto per quella fetta di popolazione mal informata.

C’è davvero bisogno di preoccuparsi tanto?

È una domanda che tutti, almeno una volta, si sono posti. In questo articolo ti spiego perché la preoccupazione e l’allarmismo non aiutano a risolvere la situazione.

Dove è nato il coronavirus?

Il virus ha avuto origine nella città di Wuhan, nello Hubei, provincia al centro della Cina e (si dice) in un mercato ittico, il Huanan Seafood Wholesale Market. Sembra che il virus provenga da animali come serpenti o pipistrelli.

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Dove si trova Wuhan

Il 31 Dicembre 2019, la Cina ha avvertito il WHO, World Health Organization, riscontrando i primi casi. L’11 gennaio si è registrato il primo decesso in Cina, a causa del coronavirus: si trattava di un uomo di 61 anni.

Rapidamente, il virus si è diffuso in molti altri stati del mondo, e uno tra i più colpiti è, ahimè, l’Italia con quasi 700 casi positivi ad oggi.

Tuttavia, le informazioni sono insufficienti: probabilmente qualcosa viene nascosto; alcune notizie non sono attendibili.

È davvero nato in un mercato ittico oppure è uscito da un laboratorio? È davvero un virus derivato da animali rari oppure è una mossa politica per destabilizzare la Cina e l’economia?

Quello che sappiamo è che non è una pandemia, non è la fine del mondo o dell’umanità: i numeri, anche se stanno crescendo di giorno in giorno, lo dimostrano.

Il coronavirus sta facendo più scalpore della SARS del 2003, tuttavia se ci si basa su dati reali e veritieri, si può notare che il maggior numero di casi rimane in una zona circoscritta della Cina.

I dati dalla Cina sul coronavirus

Sul suolo cinese, il numero di persone diagnosticate con il coronavirus è di 78632 (e 82679 in tutto il mondo). Tra queste 32607 persone sono GUARITE e “soltanto” 2747 persone sono venute a mancare (dati del 27 febbraio 2020).

Non voglio minimizzare, sono quasi 3000 persone decedute in Cina, persone che avrebbero potuto vivere ancora. La vita è sacra e come tale va rispettata.

Riflettiamo però sui numeri, e se veramente è il caso di preoccuparsi.

Intanto, la buona notizia è che si può guarire!

Nella provincia del Hubei, i casi sono 65596 (su 78632 in tutta la Cina), con 23200 guarigioni e 2641 decessi. Nella città di Wuhan invece, il focolaio, i casi diagnosticati sono 47824, con 13328 guariti e 2104 i deceduti.

Se guardiamo ai numeri, i contagiati in Cina si registrano soprattutto nella provincia del Hubei e nel suo capoluogo Wuhan: la città è stata chiusa il 23 Gennaio e tutt’ora è in uno stato di quarantena.

Vorrei sottolineare anche che la città di Wuhan conta 11 MILIONI di abitanti, contro i quasi 48000 contagi. Mi sembra un numero piuttosto basso, rispetto a tutto il rumore e all’allarmismo che si sta generando. Questo vuol dire che il governo cinese è stato molto efficiente nel limitare il più possibile il contagio.

Chi è più a rischio?

Il coronavirus è un virus nuovo, a cui non siamo preparati, ma la scienza ha fatto passi da gigantenegli ultimi decenni e dobbiamo avere fiducia nei medici: si sta già studiando per creare un vaccino.

Ripeto, secondo i dati i guariti sono più dei deceduti, quindi si può guarire!!

I soggetti più a rischio sono persone anziane, già ammalate, con problemi cardiovascolari, pressione alta e diabete. Quindi persone più deboli, con un sistema immunitario già danneggiato.

Se si è sotto stress, è bene imparare a controllarlo, dato che il nostro sistema immunitario diventa più debole e più esposto a contrarre malattie infettive.

I bambini sembrano risultare immuni a questo virus.

Come si trasmette il coronavirus?

Il nuovo coronavirus si trasmette attraverso le goccioline di saliva mentre si parla, si tossisce, si starnutisce, oppure toccando parti infette da queste goccioline con le mani e poi portare quest’ultime al viso.

Il coronavirus si evolve come un’influenza e nei casi più gravi diventa una polmonite.

Quello che stupisce è il numero di contagi che sta provocando questo nuovo virus: è quindi molto più aggressivo di una semplice influenza, andando ad attaccare le vie respiratorie.

Terrorismo psicologico come causa della discriminazione

Dopo questi dati oggettivi, che mi sembrava giusto riportare, veniamo alle riflessioni.

L’allarmismo della tv italiana, che fa allarmismo dicendo di non fare allarmismo, è assurdo e insano. I giornalisti sembrano provare gusto nel diffondere l’ansia e il terrore riguardo al coronavirus. I media sembrano impazziti: i giornali, i telegiornali e i programmi tv non parlano d’altro.

È tutto troppo, è eccessivo: i supermercati svuotati, l’amuchina e le mascherine finite, i commenti discriminatori…

A causa di questo ‘troppo’, si è generato un forte aumento della paura, dell’ansia e della discriminazione verso i cinesi, riconosciuti come i responsabili del coronavirus (guarda questo video commovente).

Conosco la Cina personalmente: ci ho vissuto per tre anni, ho visitato gran parte del Paese e ho parlato con persone di tutte le età. Ci tengo a sottolineare che i cinesi NON si cibano di animali rari, se lo fanno si affidano ad un mercato illegale. Ho visitato i luoghi più interessanti, strani e caratteristici del Paese e non mi sono mai imbattuta in serpenti né pipistrelli. I cinesi sono persone come noi, sono esseri umani con sogni, desideri e progetti, esattamente come tutti noi.

I commenti razzisti e discriminatori nascono a causa dell’overthinking, tipico dell’essere umano. Perché la Cina è stata il focolaio del nuovo coronavirus, non dà diritto agli ignoranti (inteso come chi ignora) di esprimere giudizi. Chi non conosce la Cina, non l’ha mai vista con i propri occhi, non ha mai letto un libro su di Lei, non dovrebbe avere nemmeno il coraggio di esprimere un commento sulla situazione di altre persone.

Pensiamo a tutti i medici che stanno lavorando incessantemente, all’ospedale che è stato costruito in pochi giorni nella zona del focolaio per contenere tutti i pazienti malati, pensiamo ai parenti delle persone malate o dei medici stessi. Pensiamo a tutte queste persone, invece di guardare solo al nostro orticello ed esprimere opinioni razziste a sproposito verso i cinesi.

Ora siamo noi, gli Italiani, i mal visti in tutta Europa: come ti senti ad essere discriminato in questo modo?

La fiducia come prevenzione

Ho accennato al sistema immunitario, qualche riga sopra.

Il sistema immunitario, quando funziona, è capace di proteggerci da malattie infettive.

Ma come si rafforza il sistema immunitario?

Un’alimentazione corretta, ricca di verdure e spezie, può salvarci, ma non solo questo. La meditazione può accrescere la nostra consapevolezza, ma non basta ancora.

La prima cosa a cui bisogna pensare è che l’Universo ci ascolta, ascolta i nostri pensieri… e materializza ciò che pensiamo. Se pensiamo negativamente, attrarremo il negativo; al contrario, se pensiamo in modo positivo e abbiamo fiducia in noi stessi, attrarremo il positivo.

La risposta è tutta qui: dobbiamo avere fiducia. In noi stessi, nei medici, nell’umanità, nel mondo e nella vita. Così anche il nostro sistema immunitario sarà più forte.

La positività è miglior modo per superare la paura e l’allarmismo: questi non aiutano, non servono e non sono necessari all’umanità. Con la positività si sconfiggono anche i pregiudizi e i commenti discriminatori.

L’unica domanda che ti devi porre è: cosa posso fare io, nel mio piccolo, per evitare di rimanere contagiato dalle informazioni negative che stanno bombardando il web, la tv e i giornali?

武汉加油, 中国加油, 意大利加油 (Forza Wuhan, Forza Cina, Forza Italia).

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