AMMIRARE L’ALBA DALLA GRANDE MURAGLIA: UN’ESPERIENZA UNICA

Un simpatico vecchietto era seduto accanto a me e spiegava come poter raggiungere la Grande Muraglia. Di fronte a me una ragazza francese, in viaggio da 3 mesi, che aveva raggiunto la Cina in treno. Come mi capita molto spesso da quando vivo in Cina, dovevo tradurre in inglese ciò che il vecchietto pronunciava in cinese. Ci stava spiegando da quale gate entrare per ammirare l’alba dalla Grande Muraglia. Aveva una cartina molto rovinata tra le mani e con il dito indicava la via.

Il simpatico vecchietto aveva un segreto che stentava a svelarci, ma dopo le prime battute, essendosi creato un clima piacevole, si era lasciato andare. Ci disse che un sentiero nel bosco portava direttamente alla porta di accesso alla Grande Muraglia, che durante la notte non veniva chiusa. Perché stentava a svelarci questo segreto? Ovviamente era proibito accedere alla Muraglia da quel sentiero secondario vietato ai turisti. “Solo i locali sono a conoscenza di questo passaggio nel bosco”, ci disse.
Il simpatico vecchietto ci aveva dato un’altra opzione per ammirare l’alba dalla Grande Muraglia: si sarebbe offerto di portarci in auto ad un altro ingresso, il quale apriva molto presto. Da quel punto, avremmo camminato fino alla sezione più vicina all’alloggio (due ore circa), per riscendere attraverso la strada accessibile ai turisti.

A quel punto dovevo decidere: scegliere la prima opzione, ovvero il bosco, ed accedere in maniera furtiva alla Grande Muraglia, oppure accettare di essere accompagnata in auto all’entrata principale. Se avessi scelto la prima sarei morta di paura: nel bosco prima dell’aurora, avevo i brividi solo al pensiero. Inoltre mi sarei sentita come una ladra che infrange la legge. Già mi immaginavo in una cella di prigione con guardie severissime a fissarmi, pronta alla deportazione. Se avessi intrapreso la seconda opzione invece tutto sarebbe stato normale, ma è proprio questo aggettivo che mi ha fatto riflettere. Normale… Alla fine cos’è la normalità? La banalità, la via più semplice? Forse…

Non ho riflettuto molto sulla decisione da prendere: avevo intrapreso questo viaggio per vivere l’avventura e non potevo non cogliere l’occasione tanto irripetibile quanto magica ed emozionante che avevo tra le mani. Avevo fatto il viaggio in solitaria solo per un motivo: ammirare il sole sorgere dalla Grande Muraglia vivendo un’esperienza non comune. Avevo fatto la mia scelta: il bosco.

Partita da Tianjin, passando per Pechino, fino a raggiungere la stazione di Gubeikou, un villaggio anonimo in mezzo al verde, e infine su un taxi, ero arrivata all’alloggio che avevo prenotato per due notti. Una struttura a conduzione familiare disposta su due piani: al piano inferiore vivevano i proprietari, a quello superiore vi erano le camere per gli ospiti. Il piano terra fungeva anche da ristorante per le persone di passaggio, oltre che per chi alloggiava. La guest house si trovava ai piedi della Grande Muraglia, nella sezione chiamata Jinshanling. Avevo letto dei commenti che mi avevano fatto sognare riguardo ad un passaggio secondario per raggiungere la Muraglia. Senza pensarci due volte avevo prenotato treni ed alloggio, pronta alla mio weekend di solitudine in mezzo alle montagne e a vivere un’esperienza irripetibile.

Dopo aver preso la mia decisione, un pensiero si era fatto largo nella mia mente: meglio non tentare di intraprendere un sentiero che non si conosce al buio. Così la mattina seguente, quando il sole era già sorto, ero pronta ad esplorare la zona. Con mia grande sorpresa, è stato molto facile. Il sentiero era battuto e ben definito, la zona era pulita da rovi ed erbacce e facilmente si ricollegava al sentiero destinato ai turisti che porta dritto all’entrata della sezione est di Jinshanling. Dopo trenta minuti ero sulla Grande Muraglia. Mi sembrava un sogno, ma ero lì. Lei mi stava guardando, io guardavo lei e pensavo: domani prima dell’alba ti conquisterò.

Avevo deciso. L’indomani all’alba avrei imboccato lo stesso sentiero, solo con un’atmosfera diversa: la natura dormiente e la luce della luna.

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Torno spesso a quella mattina e mi sembra ancora di riviverla:

Sveglia alle 3:30. L’adrenalina è palpabile. Esco di soppiatto dalla stanza, mi trovo in strada, il rumore della natura di notte, un cane che abbaia in lontananza. Non nego che me la sto facendo sotto. Cammino veloce senza alzare la testa. Poi la alzo e ammiro il cielo che non è più così scuro come a notte fonda. È bellissimo. Non devo utilizzare nemmeno la torcia del telefono per illuminare la strada, si vede anche ad occhio nudo. Ammiro il cielo per qualche secondo poi un rumore mi richiama all’attenzione e decido di proseguire rapida: devo raggiungere la cima prima che il sole sorga. Entro nel bosco, il respiro che si fa affannoso non tanto per la salita, quanto per la paura. Non so per quale motivo mi viene in mente il cartone animato Biancaneve, in cui lei stessa si ritrova in un bosco di notte e si immagina dei mostri. Scaccio questo pensiero, cammino veloce, ma intanto penso: Margherita, ma cosa stai facendo? Cerco di pensare positivo, al fatto che sto vivendo un’esperienza unica per me stessa, sto mettendo alla prova il mio coraggio e questo significa molto per me.

Sono quasi in cima. Sento delle voci, ridono. Forse qualcuno ha avuto la mia stessa idea. Infatti raggiungo la cima e la porta è aperta. Una coppia di cinesi mi ha preceduto. Hanno una macchina fotografica professionale e stanno aspettando che il sole sorga, come me. Sono le 4: 27. Ancora mancano più di 10 minuti. Cerco il mio posto, lontano da loro che non si interessano minimamente a me. Mi posiziono due torri più in là. Sono sola. Sarà il mio posto per questa mattina dell’8 giugno 2019, una data da ricordare. Praticherò la mia morning routine, ammirando una vista fantastica, vivendo un’esperienza unica.

Eccolo, sta sorgendo… il resto lo puoi immaginare.

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Ti lascio il NOME DELLA GUEST HOUSE in cui ho alloggiato:  Baoshan Farmhouse (Near Jinshanlin Scenic Spot Great Wall Watching Sunrise and Sunset) – Booking.com

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L’alba dalla Grande Muraglia Cinese

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